
Una notte con Mister Billionaire
- Genre: Billionaire/CEO
- Autor: Tessy Chris
- Kapitel: 100
- Status: Laufend
- Altersfreigabe: 18+
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Anmerkung
Dopo aver trascorso una notte con uno sconosciuto alla vigilia del suo matrimonio, Arianna ha lasciato il Paese per ricominciare da capo. La ventiduenne Arianna Jason ha vissuto la sua vita cercando di accontentare le persone che amava di più, senza sapere di essere semplicemente una preda allevata in vista del giorno della sua rovina. La sua vita ha assaporato l’amaro boccone del tradimento. Vuole restituire al mondo ciò che ha ricevuto, ma come può cambiare la sua indole buona e innocente per adattarsi a una società e a un mondo crudeli? La sua natura dolce potrà essere contaminata, o riuscirà a farcela, proseguendo sulla retta via?
Capitolo 1: Lontano dalla città
Arianna era ormai certa di essere completamente ubriaca. Vedeva doppio e aveva la vista annebbiata. Ruttò e bevve l’ultima goccia di alcol, mandandola giù d’un sorso. Il locale era rumoroso e i ballerini si stavano divertendo. Ma ciò che contava per Arianna era tutt’altro. Non era venuta in cerca di divertimento, bensì per dimenticare la sua infelicità e il suo cuore spezzato. Avrebbe dovuto sposarsi la mattina seguente, percorrendo la navata con l’uomo dei suoi sogni e il suo migliore amico da cinque anni. Avevano atteso con ansia quel giorno, ma in meno di ventiquattro ore la speranza di vederlo realizzarsi era andata in frantumi. Il ricordo di ciò che aveva visto le tornò in mente: «...oh mio Dio!...scopami più forte, Ethan, tesoro...oh...bene...più veloce...oh...sì...ti amo, Ethan...» Arianna scosse la testa come se così facendo quel ricordo potesse svanire. Si asciugò le lacrime dal viso. Perché non riusciva proprio a dimenticare? Era ormai da alcune ore che si trovava nella club house, cercando di dimenticare quella brutta scena in cui si era imbattuta. Ma più cercava di dimenticare, più diventava difficile. Provò ad alzarsi, ma finì per sprofondare di nuovo sulla sedia. Radunò le forze e si alzò in piedi. Aveva bisogno di andare in bagno e, dopo, trovare un modo per uscire dalla sede del club. Aveva le gambe pesanti e, mentre camminava, le ginocchia le tremavano. Poco prima di svoltare, scorse una figura alta che entrava in una delle stanze e la seguì. Entrò appena prima che lui chiudesse la porta e appoggiò la schiena contro di essa. «Ehi, bel ragazzo. Perché non mi rendi felice?» Sorrise maliziosamente e si gettò tra le sue braccia. Cominciò a baciarlo, un gesto a cui l’uomo era riluttante a prestarsi. Qualche ora dopo, Arianna aprì gli occhi con il mal di testa e il respiro affannoso. Si guardò intorno nella stanza buia e si chiese come ci fosse finita lì. Un vago ricordo di come era andata la serata le balenò in mente e rimase senza fiato. Si voltò a guardare al suo fianco e vide un uomo che dormiva serenamente. Che diavolo aveva fatto? Si alzò in piedi con grande difficoltà. Non c’era bisogno che le dicessero che aveva perso il suo bene più prezioso: la sua verginità. Il dolore che sentiva tra le cosce era una prova sufficiente del fatto che era stata violentata. Sopportò il dolore, si infilò i jeans e la camicetta, tirò fuori una banconota da 100 dollari e la infilò nella mano dell’uomo. La stanza era buia; per fortuna non era riuscita a vedere che aspetto avesse l’uomo. Era un bravo gigolò, ma lei non poteva pagarlo bene per i suoi servizi. Si è sgattaiolata fuori dalla stanza e se n’è andata. Si è diretta subito al suo mini-appartamento per prendere alcune cose e lasciare la città Z, ma è rimasta sbalordita quando ha scoperto che la serratura del suo appartamento era stata cambiata. Era appena l’alba e non poteva chiedere ai vicini cosa o chi avesse cambiato la serratura. Ma poi decise di prendere il cellulare e chiamò l’agente che si occupava del suo appartamento. Quando prese il telefono, vide che c’era un messaggio. Era di Ethan. Diede un’occhiata e lesse il contenuto: «Non preoccuparti del perché la serratura sia stata cambiata, sono stato io». Arianna si limitò a voltarsi, lasciò il suo appartamento e tutto ciò che vi aveva dentro e partì per un’altra città. Due mesi dopo, Arianna si svegliò e non aveva voglia di alzarsi dal letto. Si chiese perché le fosse venuta la febbre così presto, appena arrivata in una nuova città. Decise di recarsi in ospedale e incontrò un giovane medico, che era di turno; dopo averla visitata, la mandò in laboratorio per un esame. Quando arrivò il risultato, il medico glielo consegnò e lei gli diede un’occhiata. Le tremavano le mani quando vide il risultato del test.Test di gravidanza: positivo!Cosa?! Quattro anni dopo Arianna tornò dal lavoro e suo figlio le corse incontro per abbracciarla. Lo sollevò da terra e gli baciò la graziosa tempia. «Benvenuta, mamma», esclamò il bambino, emozionato alla vista della madre. «Mi sei mancato, Eli», rispose Arianna, tenendolo stretto mentre si sedeva sul divano. «Grazie, signora Brook, per esserti sempre presa cura di lui», disse Arianna, esprimendo la sua gratitudine alla tata di Eli. La signora Brook si era presa cura di Eli sin da quando era un neonato. Si poteva tranquillamente definire la sua seconda madre. Arianna era la sua madre naturale, ma era stata la signora Brook a crescerlo. «Non c’è di che», rispose la signora Brook. Salutò subito Arianna e tornò a casa. Il suo lavoro giornaliero terminava nel momento in cui Arianna tornava. Arianna aveva trovato lavoro in un’azienda come designer junior di gioielli. Lavorava lì da quando era nato Eli, ma poi, a quanto pareva, la sua esperienza in azienda era giunta al termine. L’azienda è stata venduta a un nuovo proprietario e tutti i dipendenti sono stati liquidati. Le è stato pagato un importo pari a tre volte il suo stipendio e il suo contratto è stato risolto. «Com’è andata oggi a scuola, Eli?», chiese Arianna. Il bambino scese dalle sue ginocchia e corse a prendere i libri. Arianna lo guardò correre con quel passo così agile e sorrise. Lui è la sua consolazione e il motivo per cui non ha sofferto di nuovo dopo quello che era successo qualche anno fa. Ogni volta che guarda suo figlio, è felice e grata di essere stata benedetta con un figlio così straordinario. «Mamma, ho preso il massimo dei voti nel compito in classe. La mia maestra ha detto che sono il migliore», esclamò Eli, svuotando lo zaino e tirando fuori il quaderno degli esercizi. «Wow, sei il migliore, Eli», lo lodò Arianna. Il bambino era felice che sua madre fosse entusiasta quanto lui del suo lavoro in classe. «Eli, domani partiamo per la città Z», gli annunciò Arianna. Il bambino si fermò un attimo, poi balzò in piedi per l’entusiasmo. «Questo significa che potrò incontrare il mio papà», chiese retoricamente.
Capitolo 2: Il suo ritorno
Il sorriso di Arianna si spense alla domanda di Eli. Glielo aveva già detto una volta, quando lui le aveva chiesto di suo padre. Gli aveva semplicemente detto che suo padre era a Z-City. Ma quella era stata solo una distrazione che gli aveva dato all’epoca. Come poteva sapere chi fosse suo padre, se non conosceva nemmeno il nome dell’uomo con cui aveva avuto un’avventura di una notte, né che aspetto avesse? «Sì, tesoro, speriamo», rispose lei, sforzandosi di sorridere. Il giorno dopo, Arianna arrivò all’aeroporto. Da Los Angeles a Z-City ci vogliono poche ore di volo. Trascinava il bagaglio con una mano e teneva suo figlio con l’altra. L’aspetto di Eli attirava l’attenzione: qualche sorriso e molti saluti con la mano. Alcuni gli mandavano baci e chi gli stava vicino gli prendeva la manina tra le proprie. Arianna era abituata da tempo a quel fascino che Eli esercitava ovun











