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Moglie segreta, vero miliardario

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Sinopse

«Ho sentito che stai per sposare Marcelo. È forse questa la tua vendetta contro di me? È davvero ridicolo, Renee. Quell’uomo è praticamente incapace di fare qualsiasi cosa.» La sua famiglia affidataria, il suo ex traditore, tutti pensavano che Renee avrebbe vissuto un vero e proprio inferno dopo essersi sposata con un uomo disabile e crudele. Non sapeva se ne sarebbe mai venuto fuori qualcosa di buono; dopotutto, aveva sempre pensato che sarebbe stato difficile per chiunque amarla, ma quest’uomo crudele dai segreti oscuri non le concederà mai il divorzio perché lei gli fa dimenticare come si respira.

Capitolo: 1: Capitolo 1 Trovarti una moglie

*RENEE*

*Sei proprio un puritano, stiamo insieme da più di un anno eppure non mi lasci nemmeno toccarti. Non hai il diritto di biasimarmi per aver avuto una relazione con tua sorella!*

Quelle parole mi risuonavano nella testa senza sosta.

Stavo con Andrew King da quasi un anno. La nostra relazione era iniziata con un appuntamento al buio organizzato dai miei genitori.

I miei genitori desideravano ardentemente stringere legami con la famiglia King, la più ricca e potente di Chicago.

Andrew mi era sembrato simpatico, ma non provavo davvero quell’amore profondo e spontaneo per lui; tuttavia i miei genitori mi avevano avvertita che dovevo stare con lui e che dovevo sposarlo. Eravamo fidanzati e avremmo dovuto sposarci presto, proprio quando l’ho sorpreso a fare s*sso con mia sorella.

Certo, con Andrew non ero mai andata oltre i baci, ma sentivo che lui capisse che volevo aspettare fino al matrimonio. Credevo sinceramente che forse, a quel punto, mi sarei innamorata profondamente di lui.

Anche se non lo amavo, il suo tradimento mi ha comunque ferita moltissimo e lui ha avuto il coraggio di dirmi di chiudere un occhio su ciò che avevo visto.

Ha avuto la fottuta faccia tosta di dirmi di considerare la sua relazione come se non fosse nulla.

Forse non ero una donna perfetta, ma conoscevo il mio valore. Avevo una grande autostima e non mi sarei mai accontentata di meno.

Avevo detto senza mezzi termini ad Andrew che tra noi era finita. Non volevo avere più nulla a che fare con lui.

Ma il dolore della rottura era ancora molto vivo nel mio cuore. Soprattutto perché sentivo che Andrew mi avrebbe salvata dagli Hudson.

Mi appoggiai al finestrino, devastata. Ero in un taxi quando adocchiai un locale.

Mi sono raddrizzata e ho subito detto all’autista di accostare. Volevo solo distrarmi. Fare qualsiasi cosa per superare quel dolore.

Mi affrettai verso l’ingresso, ma fui fermata da due buttafuori.

«Stasera il locale organizza una festa in maschera. Tutti devono indossare una maschera», mi informarono.

Sospirando, comprai una maschera lì vicino, la indossai ed entrai nel locale.

Mi sono subito diretta al bancone, dove mi sono seduta e ho ordinato alcuni drink alcolici.

Ho svuotato una bottiglia dopo l’altra, cercando di affogare i miei dispiaceri nell’alcol.

Vagamente, notai un uomo seduto accanto a me.

Anche lui indossava una maschera e sorseggiava con eleganza il suo bicchiere di vino.

I miei sensi annebbiati dall’alcol notarono quanto fosse splendido nel suo abito. Ebbi immediatamente la sensazione che dovesse avere un viso molto bello.

Mentre continuavo a fantasticare su di lui, improvvisamente desiderai ardentemente trovarmi tra le braccia di un uomo.

In tutti i miei ventidue anni di vita, non avevo mai desiderato così tanto l’intimità.

Senza pensarci due volte – non che fossi in grado di riflettere con la mente annebbiata dall’alcol – mi alzai dalla sedia e mi avvicinai barcollando a lui.

«Ciao», gli sussurrai. «Ti va di passare la notte con me?»

L’uomo mi fissò solo per un secondo e, con mia grande sorpresa, annuì.

*****************

Pochi minuti dopo ci ritrovammo a entrare in una stanza d’albergo.

Quando l’uomo accese la luce, colmai la distanza tra noi, mi alzai in punta di piedi e lo baciai. Lui mi cinse la vita con le braccia e ricambiò il bacio, con passione.

Mentre mi mordicchiava le labbra, un gemito mi sfuggì.

«Dovremmo… dovremmo toglierci le maschere?», balbettai.

Non l’avevo mai fatto prima, non sapevo se mi sarebbe piaciuto tenere la maschera o toglierla.

L’uomo si è allontanato un po’ e mi ha tolto la maschera.

Riuscivo a vedere i suoi occhi dilatarsi dietro la maschera.

Mi aspettavo che si togliesse anche lui la maschera, ma all’improvviso mi chiese:

«Cosa ci fai qui?»

Aggrottò le sopracciglia, confusa.

Non avevamo già chiarito perché ci trovavamo entrambi lì?

«Ti metti sempre a gambe aperte con ogni tizio al bar?» L’uomo mi ha attaccato di nuovo.

Ero sicura che quell’uomo fosse pazzo; che diritto aveva di giudicarmi?

Lanciai uno sguardo ai suoi addominali, ammettendo un desiderio puro tra le mie cosce mentre ricordavo la durezza contro di me pochi secondi prima. Lo volevo. Era una sensazione che Andrew non aveva mai suscitato in me, ma non era un motivo per cui lui potesse insultarmi!

Non capivo in che guaio mi fossi cacciata!

«E tu invece?! Non ti metti in mostra con il tuo cazzo davanti a ogni donna al bar? Pensi di essere un uomo, quindi pensi di essere nobile?!» Il mio desiderio svanì completamente; come avevo fatto a imbattermi in un uomo così maschilista?!

Pensai che fosse meglio andarmene.

«Ti chiamo un taxi. Vattene non appena arriva!», annunciò l’uomo aprendo la sua app per chiamare un taxi.

Non mi sono opposta; sono uscita immediatamente dalla stanza. Mi doveva la corsa per avermi insultata! Ero così arrabbiata che mi sono dimenticata di esigere delle scuse!

***********

*MARCELO*

Rimasi in piedi vicino alla finestra a guardare Renee Hudson salire sul taxi che avevo prenotato.

Meno male che le avevo tolto la mascherina.

Stavo quasi per fare sesso con la fidanzata di mio cugino. Poco prima ero furioso e avevo pensato che forse avesse pianificato di sedurmi.

Ma sapevo che non poteva essere così. Lei non sapeva che fossi io. Ed ero contento di non essermi tolto la maschera. Altrimenti, avrebbe scoperto il mio segreto.

Speravo di non rivederla mai più. In quel momento, il mio telefono squillò e dalla cornetta si udì la voce del maggiordomo.

«Padrone, sua madre sta cercando di trovarle una moglie.»

Chiusi gli occhi per un attimo. Quella donna non si stanca mai di cercare di farmi sposare?

«Non darle retta», sbottai e riattaccai.

Capitolo: 2: Capitolo 2 La sposa improvvisa

*RENEE*

Quando tornai a casa quella sera, trovai i miei genitori e mia sorella Catherine seduti sul divano; sembrava che mi stessero aspettando.

Mio padre, Rocco, si alzò in piedi.

«Catherine ci ha appena detto che hai scoperto della sua relazione con Andrew.»

Rimasi sbalordita. «Quindi sapevate tutti che aveva una relazione con Andrew?»

«Beh, sembra che si piacciano a vicenda. È naturale che si siano messi insieme.»

Quella risposta mi lasciò senza parole. Sapevo che gli Hudson non si erano mai schierati dalla mia parte, ma questo era davvero il colmo.

«E io?»

«Abbiamo altri progetti per te, Renee.»

Avevano sempre avuto altri piani per me ed era proprio per questo che desideravo ardentemente sfuggire alla loro morsa.

«Jessica King sta cercando una moglie per suo figlio; il premio in denaro potrebbe cambiare per sempre la nostra vita.»

«Cosa… cosa state dicendo?»

«Sposerai Marcelo King.»

Quasi scoppiai a ri

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