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Aggiornato

Quando La Luna Nasconde La Sua Corona

  • Genere: Werewolf
  • Autore: POOJA RAO
  • Capitoli: 316
  • Stato: In corso
  • Classificazione per età: 18+
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Annotazione

Era destinata a diventare una Luna. Ma giurò che sarebbe diventata invece un’Alfa. Nata in una potente stirpe di Alfa, Seraphina “Sera” Nightbane trascorse la sua vita preparandosi a diventare una leader. Ma in un mondo in cui regnano solo gli Alfa maschi, il suo destino era già segnato: un matrimonio combinato con lo spietato Re degli Alfa. Piuttosto che trascorrere la vita in gabbia, Sera è scomparsa alla vigilia delle nozze, travestendosi da ragazzo per entrare alla Lupine Academy, un campo di addestramento spietato per i futuri Alfa. È determinata a dimostrare il proprio valore. È allora che entra in scena Ronan Volkstane. Freddo, dominante e pericolosamente perspicace, Ronan è un predatore nato. Vede Seth Blackthorn come una sfida, un rivale… anche se c’è qualcosa in lui che non gli quadra. È determinato a scoprire la verità, a qualsiasi costo. Mentre le tensioni si accendono e i segreti vengono svelati, Sera deve lottare per il suo posto, per la sua libertà… contro l’unico Alfa che potrebbe distruggere tutto ciò che ha costruito o reclamarla completamente.

Capitolo: 1: 1. LA FIGLIA DELL'ALFA

SERAPHINA

«Una donna non può guidare un branco», dichiarò freddamente mio padre, l’Alfa Darious Nightbane, in piedi davanti al Consiglio e ai guerrieri riuniti per la prova finale della Cerimonia di Selezione dell’Erede.

Ero lì in piedi, senza fiato e insanguinata, dopo aver appena sconfitto l’ultima delle contendenti davanti a una folla che si aspettava l’ascesa di un nuovo capo. Avevo vinto. Lealmente. In modo decisivo.

Ma non aveva importanza. Non per lui.

Nella mia forma di lupo, sovrastavo l’ultimo candidato caduto, con gli artigli premuti con forza sulla sua gola, non abbastanza da ucciderlo, ma abbastanza da costringerlo a sottomettersi. La folla era ammutolita, ogni sguardo fisso su di me.

Mi trovavo al centro della grande arena, ancora nella mia forma di lupo, alto, snello e imbrattato di sangue, il mio manto bianco striato di polvere e rosso cremisi. Il mio respiro era regolare, controllato, il silenzio intorno a me carico di giudizio. Dall’altra parte della sala, gli occhi neri, freddi e autoritari di mio padre incrociarono i miei. Ma io non battetti ciglio.

«Perché?» La mia voce risuonò, tagliente e risoluta. «Ho sconfitto tutti i candidati. Me lo sono guadagnato.»

Ero Seraphina Nightbane, l’unica figlia dell’Alfa del Nord. Nessuno lo metteva in discussione. Nessuno osava farlo. Anche se io l’avevo sempre fatto.

Mio padre strinse la mascella, la sua espressione si indurì, ma nei suoi occhi balenò qualcosa. Rimpianto, forse. O qualcosa di pericolosamente simile.

«Perché è la tradizione», disse, dapprima a voce più bassa, poi più forte, come se avesse bisogno di quella convinzione per resistere. «Solo gli uomini possono guidare un branco. Questa è la legge. Le donne… sono nate per seguire. Per obbedire. Non per governare.»

Distolse lo sguardo per un brevissimo istante, poi lo riportò di scatto sul mio. «Questa legge ha guidato la nostra specie per generazioni, e continuerà a farlo. La tradizione non è oggetto di discussione.»

Ero nata dal suo sangue, sangue di Alfa, eppure non era mai stato abbastanza. Sapevo che non lo sarebbe mai stato. Avrei potuto schiacciare ogni avversario, dimostrare il mio valore cento volte, e comunque non avrebbe avuto importanza. Tutto perché ero una donna.

Quella sola verità era sempre bastata a imprigionarmi.

Intorno a noi, gli Anziani del branco annuirono in solenne assenso, con espressioni passive. Rassegnate.

Un ringhio sommesso mi rimbombò nel petto, profondo e primordiale. I miei artigli graffiarono il pavimento di pietra, i muscoli si contrassero sotto la mia pelliccia bianca mentre la rabbia mi travolgeva.

Con un ringhio, mi lanciai in avanti, mostrando i denti mentre ogni mio autocontrollo stava per svanire.

«Allora a che serviva la Cerimonia di Selezione dell’Erede?» chiesi, con la voce rotta ma abbastanza forte da echeggiare. «Perché farmi competere se non avevate mai intenzione di scegliermi?»

Lui non batté ciglio. «Non si è mai trattato di nominarti erede», disse freddamente, «era una formalità. Destinata a ricordare al nostro popolo che la tradizione conta ancora.»

Il mio cuore batteva all’impazzata. «Quindi tutto questo spargimento di sangue, tutta questa battaglia, la mia vittoria… non significavano nulla?»

«La forza non significa nulla in una donna che dimentica il proprio posto», sbottò, «sei nata per sostenere, non per guidare».

Quelle parole mi trafissero. «Quindi avrei dovuto perdere per farti stare tranquillo?» sbraitai con amarezza. «Mi hai cresciuta come una guerriera solo per rinchiudermi come una pedina.»

Un silenzio attonito calò sulla folla. Lui strinse la mascella. La furia gli balenò negli occhi come un fuoco alimentato dal vento.

«Osi mettermi in discussione?» tuonò con voce tonante, mentre i suoi occhi freddi si facevano assassini.

Fui appena in tempo a prepararmi quando, con uno spaventoso scricchiolio di ossa e tendini, mio padre si trasformò. Il suo lupo, nero come la pece, mi sovrastava, irradiando dominio ed esigendo sottomissione.

Da lui esplose un potere denso e opprimente, che mi travolse come un'onda gigantesca. I polmoni mi si bloccarono. Le mie ginocchia colpirono il pavimento di pietra con uno schiocco.

Il suo imponente lupo nero ringhiò, la sua aura simile a una tempesta che mi schiacciava la spina dorsale. Non riuscivo a muovermi. Non riuscivo a respirare. Il mio lupo guaì nel profondo, sottomettendosi istintivamente sotto il peso del suo dominio.

«Ho preso la mia decisione», dichiarò, con la voce che rimbombava nell’arena, riecheggiando contro la pietra e il silenzio.

«Poiché oggi nessun candidato si è dimostrato degno, il titolo di Alfa passerà a mio nipote.»

Il respiro mi si bloccò in gola come una lama.

Mio cugino?

Un'ondata di sussulti attoniti si diffuse tra la folla, ma le mie orecchie li percepirono a malapena. Il dolore al petto soffocava ogni altro suono.

Ma non aveva finito.

«Per quanto riguarda Seraphina», proseguì, con una voce che mi trafiggeva come l’acciaio, «sposerà il Re Alfa.»

Il mondo si fermò. Semplicemente… si fermò.

«…Cosa?» sussurrai. La mia voce non sembrava nemmeno la mia. Proveniva da un luogo piccolo e spezzato. «Tu… no… non lo faresti mai…»

«Il Re Alfa arriverà domani», annunciò mio padre, con tono definitivo, «diventerai la sua Luna. Ti porterà via da questo branco, come vuole la tradizione».

Mi ringhiò contro, mentre il mio lupo si sottometteva completamente a lui.

Crollai completamente, con i palmi delle mani distesi sul terreno freddo, tremando sotto la sua forza. Le lacrime mi salirono agli occhi. Stavo per essere scartata.

Non solo come erede. Ma come figlia. Come guerriera. Come lupo.

Ero una merce di scambio. Una sposa simbolica per un re di cui non avevo mai visto il volto.

La folla si disperse rapidamente lasciandomi sola nell’arena.

Le lacrime mi sgorgarono mentre un singhiozzo mi straziava il petto, ma riuscii a trattenerle. I miei artigli graffiarono il terreno mentre il mio cuore sanguinava. Il mio corpo si era arreso, ma il mio spirito no.

«Mi rifiuto», dissi dolcemente, con una voce simile all’acciaio avvolto nel velluto, «non mi accoppierò con uno sconosciuto, anche se fosse il Re Alfa», trasformandomi nuovamente nella mia forma umana, mi sedetti lentamente sul pavimento freddo, «non servirò da pedina per preservare le alleanze di mio padre. Se lui non mi darà il titolo che mi sono guadagnata… me lo creerò da sola».

Il mio sguardo si posò su un opuscolo riguardante l’Accademia Lupina, appeso a una colonna dell’arena.

L'Accademia Lupina, il centro di addestramento d'élite per gli eredi maschi Alfa.

«Quella… è la mia via di fuga», sussurrai, «e la mia strada verso il trono».

Se in questo mondo non c’era posto per una Alfa femmina, me ne sarei ritagliata uno con le mie stesse mani.

Avevo una notte prima che arrivasse il Re Alfa.

Una notte per sparire. Una notte per reclamare il mio destino.

Avevo una notte per rinascere.

Per diventare Seth, invece che Sera.

Capitolo: 2: 2. Entrare nella tana del lupo

SERAPHINA

L'Accademia Lupina era il centro di addestramento più esclusivo per gli eredi degli Alfa. Un campo di prova brutale e dominato dagli uomini, dove veniva forgiata la prossima generazione di leader. Il miglior studente non solo si laureava con lode, ma costruiva un impero e governava ogni branco di lupi mannari del regno.

Lo sognavo fin da quando ero bambina: le prove, la strategia, la competizione spietata. Naturalmente c’era un problema.

Accettavano solo maschi.

Prima non aveva importanza. Il mio destino era restare con il mio branco, come suo futuro. Come suo Alfa.

Ma adesso? Un matrimonio combinato.

La mia mente lavorava a tutta velocità, ripassando ogni dettaglio che conoscevo sull’Accademia. Le nuove reclute si uniscono in questo periodo ogni anno. Mio padre mi aveva proibito persino di assistere alle prove, ma se mi fossi mosso ora, sotto la copertura della notte, avrei potuto ancora farcela in tempo.

Non avevo bisogno di alc

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