
Rivendicata dai miliardari ossessivi
- Genere: Billionaire/CEO
- Autore: Cord3lia
- Capitoli: 184
- Stato: In corso
- Classificazione per età: 18+
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- ⭐ 8.3
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Sinossi
A soli due giorni dal matrimonio, Serena Vale crede di avere tutto: amore, stabilità, un nuovo lavoro e un futuro perfetto. Ma la sua illusione si infrange quando scopre che il suo fidanzato la tradisce senza provare alcun rimorso. Con il cuore spezzato, parte da sola per quella che avrebbe dovuto essere la sua luna di miele, dove si imbatte in due potenti miliardari. Rafael e Nikolai dovrebbero essere rivali, ma il mondo non sa che condividono molte passioni, tra cui la stessa donna. Entrambi la vogliono, entrambi la pretendono e nessuno dei due ha intenzione di lasciarla andare.
Capitolo: 1: Capitolo 1
Serena Vale
~•~
«Te lo prometto, Rena. Andrà tutto bene», mi rassicurò la mia migliore amica, Lila. «Abbiamo controllato, ricontrollato, ricontrollato ancora e persino ricontrollato una quarta volta. È tutto perfetto».
«Ne sei sicura?» non potei fare a meno di chiederle. Era il mio grande giorno. Lo avevo immaginato da sempre. Se qualcosa fosse andato storto quel giorno, non sarei riuscita a godermi il resto della giornata.
«Ne sono sicura», disse, prendendomi le mani tra le sue per impedirmi di agitarmi. «Andrà tutto bene. Il tuo matrimonio sarà il più bello a cui chiunque dei presenti abbia mai partecipato.»
«Grazie, Lila. So che nelle ultime settimane mi hai sopportato a malapena.»
Lila ridacchiò, sedendosi sul divano. «Presto ne varrà la pena. Dopodomani sera sarai la moglie di uno degli scapoli più ambiti di New York. Beh, lui non sarà più uno scapolo.»
Risi, raggiungendola sul divano. Avevo sentito molte persone descrivere Douglas come affascinante, di successo e sicuro di sé. Ma per me era l’uomo che mi portava il caffè quando lavoravo fino a tardi. Era l’uomo che si addormentava leggendo sul divano accanto a me. Era l’uomo che mi aveva aiutato a candidarmi per un nuovo lavoro anche se poteva occuparsi lui di tutte le bollette. Era l’uomo che mi aveva fatto credere che l’amore non fosse poi così complicato.
Controllai il cellulare. Non c’era ancora nessun messaggio da parte sua. Probabilmente aveva una riunione che si era protratta oltre l’orario. Ma andava bene così. Quello era il suo ultimo giorno di lavoro prima che io lo avessi tutto per me per i prossimi giorni. La cena di prova era prevista per domani. Il matrimonio, il giorno dopo, e subito dopo saremmo partiti per la luna di miele. Non vedevo l’ora.
«Ancora al lavoro?», mi chiese Lila quando mi vide sbirciare nel telefono.
Annuii.
«Questo è l’amore. Tu organizzi un matrimonio e lui è ancora impegnato a pensare ai fogli di calcolo.»
Risi, fingendo che la cosa non mi toccasse nemmeno un po’. «Almeno uno di noi ha abbastanza cervello per pagare le bollette.»
«Lo dici come se non avessi un lavoro che ti aspetta quando tornerai dalla luna di miele.»
«Non posso contare su di lui per tutto.»
«Vero.»
Lila, alta 5 '9, era una modella molto famosa. Non c’era passerella su cui non avesse sfilato. Era molto richiesta, eppure nelle ultime settimane aveva dedicato gran parte del suo tempo a me, aiutandomi a preparare tutto per il matrimonio anche se Douglas aveva ingaggiato una wedding planner. Era un angelo mandato dal cielo. Sosteneva di aiutarmi perché era libera, ma dubitavo che una come Lila potesse essere libera per tre settimane di fila. Probabilmente aveva dovuto cancellare un sacco di impegni per venirmi in aiuto.
L’unico modo per ricambiare questo favore era esserci anch’io per lei quando avrebbe voluto sposarsi.
Dubitavo però che sarebbe successo presto. Aveva un nuovo ragazzo ogni mese e non se ne scusava affatto.
Quando Lila se ne andò, il sole era già tramontato e quando la porta d’ingresso si riaprì, era già passata mezzanotte. Ancora in salotto, mi alzai d’istinto, con un sorriso sulle labbra. Stavo proprio per appisolarmi. Per fortuna, lo incontrai prima di addormentarmi.
Douglas entrò, con il completo appeso a un braccio. I suoi capelli biondi erano arruffati, come se si fosse passato la mano tra i capelli troppe volte. Aveva lo sguardo stanco e sembrava sorpreso di vedermi. «Sei ancora sveglia, piccola?»
«Continuo a pensare al nostro grande giorno», dissi sinceramente con un sorriso, prendendo il suo abito mentre lui si toglieva le scarpe. «Non riuscivo a dormire, così ho deciso di aspettarti.»
Mi baciò brevemente, poi posò la valigia sul bancone. Lo guardai slacciarsi la cravatta e i gemelli. Mentre si arrotolava le maniche, gli versai un bicchiere d’acqua e glielo porsi.
«Sei emozionato?»
«Di sposarti?» Sorrise. «Certo che lo sono.»
*Tua madre mi ha chiamato poco fa», gli dissi mentre discutevamo del programma per il giorno successivo. «Voleva confermare la suite in hotel.»
«Le ho detto di stare tranquilla. Lo sta trattando come un matrimonio reale.»
Scoppiai a ridere. La madre di Douglas lo adorava. Era l’unico figlio maschio tra cinque figli. Di conseguenza, adorava anche me. Era la seconda persona più felice per il mio matrimonio. Io ero la prima. «Beh, sei il suo unico figlio maschio. Lascia che si goda il suo momento.»
Si avvicinò e mi cinse con un braccio. «Tu sei quel momento.» Mi strinse le spalle in modo rassicurante, posandomi un bacio sulla fronte. «Tu sei il mio momento.»
«E tu sei il mio momento.» Appoggiai la testa sul suo petto, ascoltando il suono del suo battito cardiaco vicino al mio orecchio. Dopo due anni e mezzo insieme, le sue parole riuscivano ancora a farmi sentire le farfalle nello stomaco.
Rimanemmo in silenzio per un po’ prima che Douglas finalmente parlasse. «Andiamo a letto. Ci aspetta una lunga giornata.»
Aveva ragione. I due giorni successivi sarebbero stati più stressanti delle settimane passate, ma ne sarebbe valsa la pena. Ne sarebbe valsa la pena per percorrere la navata fino all’uomo che amavo e con cui volevo passare il resto della mia vita.
Mi diede un bacio della buonanotte, borbottando qualcosa sulle riunioni di prima mattina e sul fatto che ci saremmo visti a cena il giorno dopo, prima di addormentarsi. Doveva aver avuto una giornata lunga, visto con quanta facilità si era addormentato, senza nemmeno preoccuparsi di farsi una doccia o di togliersi completamente i vestiti da lavoro.
Spensi le luci e rimasi sveglia ancora un po’, con il cuore colmo di felicità. Era tutto pronto. L’abito. I fiori. Le promesse. Non vedevo l’ora che arrivasse il giorno dopo.
Se solo avessi saputo che quello era l’inizio di qualcosa di completamente nuovo.
Almeno un avvertimento sarebbe stato gradito.
Capitolo: 2: Capitolo 2
Serena Vale
~•~
La mia cena di prova sarebbe iniziata alle quattro. Erano le undici e mezzo del mattino. Douglas era uscito presto quella mattina, dicendo che doveva sbrigare alcune commissioni prima della cena serale, così mi ero ritrovata a casa da sola con diversi segnaposto da confermare e fiori freschi sparsi per tutta la casa.
Avevo già sistemato tutto la sera prima, ma quando mi sono svegliata stamattina ho sentito il bisogno di scegliere dei fiori nuovi, e così ho fatto. Poi ho risistemato i segnaposto in base ai fiori di ogni tavolo.
Tutto doveva essere perfetto.
Tessa era seduta a gambe incrociate sul mio divano, i suoi riccioli scuri raccolti in uno chignon disordinato, con alcune ciocche che le incorniciavano il viso. Il suo portatile era aperto e lei ci stava digitando freneticamente. Aveva avuto un po’ di blocco dello scrittore. Sta










