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Die besten Liebesromane

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Aktualisiert

Sì, Daddy

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Anmerkung

MONALISA Avevo sempre creduto di essere insensibile alle carezze di un uomo. La mia ultima esperienza mi aveva convinta profondamente di questo, ma quella notte la mia convinzione cambiò. Un errore mi fece cadere in ginocchio davanti al migliore amico di mio padre, Lucius Devine. Era un errore che non avrebbe mai dovuto ripetersi, ma non riuscii a trattenermi. Non potevo fare a meno di desiderarlo più di quanto avrei mai dovuto desiderare il migliore amico di mio padre. Sì, era vero, lo desideravo, volevo chiamarlo papà e volevo che mi prendesse come meglio gli pareva. E sapevo... che, nonostante i suoi freni inibitori, lui mi desiderava tanto quanto io desideravo lui. SÌ, PAPÀ...

Capitolo: 1: Capitolo 1

MONALISA Percorrevo il sentiero piovoso e solitario che portava a casa, senza curarmi della pioggia che mi si riversava addosso e mi bagnava come il mio ragazzo non avrebbe mai potuto fare. Il mio ragazzo mi aveva appena lasciata e avevo il cuore spezzato, forse non così tanto, ma mi faceva male lo stesso. Le sue ragioni? Non rispondevo mai abbastanza bene alle sue carezze e non mi scioglievo mai tra le sue braccia come avrei dovuto. Sosteneva che non gli avessi mai permesso di toccarmi abbastanza. Solo una volta gli avevo permesso di toccarmi e il suo commento? Ero secca da morire e la penetrazione mi avrebbe fatto male. Era successo solo una settimana fa e oggi mi aveva lasciata, dandomi un unico consiglio... Di diventare una suora vergine per il resto della mia vita, dato che ero troppo insensibile al tocco di un uomo. Ero furiosa per quanto avesse umiliato il mio corpo. Non era una bugia che non riuscissi a bagnarmi con lui, ma sapevo che non era tutta colpa mia. Non poteva essere solo colpa mia. Doveva essere anche colpa sua. Dovevo pur essere attratta sessualmente da un certo tipo di persone, ma non avevo idea di quale tipo di persone potessero attrarmi sessualmente. A un certo punto, avevo pensato che forse non fossi eterosessuale, ma non era così. Ero eterosessuale, ma il mio ormai ex ragazzo mi eccitava a malapena e gli altri ragazzi che mi circondavano non mi interessavano affatto. «Al diavolo lui!», mormorai, quasi con rabbia, e mi fermai davanti al cancello che conduceva a casa mia. Le luci erano spente e la cosa mi sembrava un po’ strana, dato che ero sicura che la mamma dovesse essere in casa. Scacciando il pensiero con l’ipotesi che fosse andata da qualche parte e fosse rimasta bloccata lì a causa della pioggia, entrai in casa. Mio padre era morto, morto da molto tempo, in realtà. Avevo solo sei anni quando morì e, se non fosse stato per le foto che fissavo continuamente, probabilmente non ricorderei nemmeno che aspetto avesse. Dopo la morte di mio padre, le cose erano andate a rotoli per alcuni anni, finché all’improvviso ci trasferimmo in questa enorme e bellissima tenuta. La mamma disse che apparteneva a un amico di papà che era venuto a sapere della nostra situazione disastrosa. Non l’avevo mai visto, né avevo mai sentito la sua voce, ma era il proprietario della tenuta e anche colui che finanziava la mia istruzione. La mamma diceva che era un uomo gentile e questo era praticamente tutto ciò che sapevo di lui. Spinsi la porta per aprirla dopo averla sbloccata con l’impronta del pollice ed entrai nel soggiorno. All’interno era buio, c’era solo una piccola lampada accesa che diffondeva una luce fioca, ma quasi immediatamente avvertii la presenza di qualcuno nel soggiorno. Guardai verso il divano e rimasi scioccata nel vedere un uomo seduto lì. Era a torso nudo e l’unico indumento che indossava era l’asciugamano avvolto intorno alla vita. Per quanto la prima cosa che avrei voluto fare fosse urlare contro quello sconosciuto in casa nostra, non ci riuscii. Mi sono ritrovata con la lingua legata. I suoi addominali erano visibilmente ben definiti e quei bicipiti e tricipiti mi facevano ribollire le viscere dall’eccitazione! La sua pelle abbronzata sembrava così liscia, così ben curata, e il mio sguardo si spostò lentamente verso il suo viso. Aveva un’espressione severa, ma ciò non gli toglieva nulla del suo fascino. Riuscivo a vedere i suoi occhi blu ghiaccio mentre alzava leggermente la testa e il suo sguardo incontrava il mio, facendomi battere forte il cuore. È stata una sensazione strana. Non avevo mai sentito il mio cuore reagire così con il mio ormai ex ragazzo. «Che stai facendo?», disse, muovendo le labbra, e le mie cosce bagnate si strinsero inconsciamente l’una contro l’altra. La sua voce era così… così sexy! Incredibilmente sexy, e la reazione che mi aveva appena attraversato era una sensazione che non ero sicura di aver mai provato prima. «Vieni qui subito, non ho molta pazienza», aggiunse con quella stessa voce e il mio corpo reagì di nuovo. Ma questa volta cercai di ragionare: chi era quell’uomo? Perché era a casa mia? E perché mi stava chiamando?Eppure, stranamente, non riuscivo a ragionare. La sua voce era autorevole e non potevo fare a meno di obbedirgli. Mi avvicinai a lui, con le cosce bagnate che si sfioravano. «Una ragazza ingenua è quello che mi capita stasera? Mettiti subito in ginocchio. Adesso.» Era più simile a un ordine da parte sua e quel tono rendeva chiaro che, chiunque fosse quell’uomo, era abituato a dare ordini. Non ero il tipo da seguire sempre gli ordini, ma con questo strano uomo che non conoscevo affatto, avevo davvero voglia di obbedirgli e di fare esattamente ciò che mi chiedeva. «Io... io non...» Cercai di trovare le parole giuste, ma un gemito profondo da parte sua mi interruppe mentre mi afferrava la coscia, facendomi provare immediatamente una sensazione eccitante che mi attraversò il corpo. «In ginocchio», i suoi occhi mi dicevano che non aveva più molta pazienza. È uno sconosciuto. Non sai che diavolo sta succedendo in questo momento. Non conosci quest’uomo. Non sai perché si trovi qui. Ho cercato di ripetermi tutto questo, ma il mio corpo chiaramente non mi ascoltava mentre scivolavo molto lentamente in ginocchio, lo sguardo fisso sullo sconosciuto affascinante davanti a me. Le mie ginocchia toccarono il pavimento freddo, le mie labbra si socchiusero leggermente mentre lui allungava la mano per togliersi l’asciugamano. «Mettiti al lavoro.»NOTA DELL’AUTORECiao a tutti! Grazie per aver scelto di leggere questo libro. “Yes Daddy” è un libro fortemente erotico, quindi continuate a leggere se amate le avventure erotiche accompagnate da uno sviluppo della trama. Spero che questo libro piaccia a tutti voi. Modifica: in conformità con le regole della piattaforma, il primo capitolo è stato pesantemente modificato

Capitolo: 2: Capitolo 2

MONALISA Ho sputato ancora un po’ sul cazzo dello sconosciuto più anziano e poi ho mosso di nuovo le mani. Questa volta è stato più facile e scommetto che anche per lui è stato più piacevole, dato che l’ho sentito pronunciare qualche parolaccia, sicuramente di piacere. «Usa quella cazzo di bocca, una volta per tutte», le sue mani mi afferrarono all’improvviso per i capelli e mi tirarono giù sul suo cazzo. Se a quel punto fossi stata in grado di ragionare, gli avrei urlato contro, ma avevo perso la capacità di ragionare. Stranamente. Le mie labbra si aprirono, allargandosi per far entrare il suo cazzo enorme e grosso nella mia bocca, facendomi male ai lati delle labbra, ma anche se mi faceva male lì, la mia figa la pensava decisamente diversamente. Sentivo un desiderio quasi incontrollabile nella mia figa. Ero inequivocabilmente eccitata dall’intrusione di quel cazzo enorme nella mia bocca. «Piccola t

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