
La schiava odiata del Re Alfa
- Genre: Werewolf
- Author: Kiss Leilani
- Chapters: 100
- Status: Ongoing
- Age Rating: 18+
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Annotation
"Attenzione! Questo libro è molto apprezzato! Re Lucien la odia più di qualsiasi altra cosa al mondo perché lei è la figlia del re che ha ucciso la sua famiglia e lo ha ridotto in schiavitù insieme al suo popolo. L'ha costretta a diventare sua schiava. Lei gli appartiene, e lui le ripagherà con gli interessi tutto ciò che suo padre gli ha fatto. E suo padre gli ha fatto molto. Lo ha segnato a tal punto da renderlo il re mostruoso, potente ma tormentato, che è oggi. Un re che combatte la follia ogni singolo giorno; un re che odia — DETESTA — essere toccato; un re che non dorme bene da quindici anni; un re che non riesce a generare un erede al trono. Oh, le farà pagare tutto questo? Ma d’altra parte, la principessa Danika non assomiglia affatto a suo padre. È diversa da lui, troppo diversa. E quando lui ha deciso di farla pagare, era destinato a scoprire quanto lei fosse diversa da suo padre. ********* È l’amore che è sbocciato da un odio profondamente radicato. Siete curiosi di vivere questa avventura quanto lo sono io!? Allora, allacciate le cinture di sicurezza. Ci aspetta un viaggio movimentato!
Capitolo: 1: Capitolo 1
Danika era rannicchiata nella sua cella. Una cella vuota e fredda. Era lì da una settimana. Desiderava ardentemente uscire... ovunque. Ovunque, purché non fosse quello spazio freddo e spoglio. C'era solo un letto a castello addossato a una parete della stanza.Non aveva visto il suo rapitore nell’ultima settimana, e quella era stata l’unica volta in cui lui le si era avvicinato, fissandola con gli occhi più freddi che avesse mai visto mentre le cingeva il collo con un collare.La sua schiava. La sua proprietà. Così l’aveva chiamata.Un brivido le percorse le braccia. Non aveva mai visto un odio così crudo prima d’ora, negli occhi di nessuno. Re Lucien la odiava. Profondamente.Danika ne conosce il motivo meglio di chiunque altro. Oh, se lo sa bene.Una settimana fa era la principessa Danika. Figlia del re Cone di Mombana. Era temuta e rispettata. Nessuno osava guardarla due volte. Nessuno osava guardarla negli occhi. Nessuno osava percorrere la strada che lei percorreva, a meno che non tenesse per nulla alla propria vita. Suo padre se ne era assicurato.Oggi suo padre è stato ucciso, il loro regno è stato conquistato dallo spietato re Lucien. Lui l’ha anche ridotta a sua schiava.Il rumore di passi e il tintinnio delle catene attirarono l’attenzione di Danika verso la porta della cella. La porta si aprì ed entrò una guardia del corpo.Portava un vassoio con del cibo e lo stomaco di Danika brontolò; la fame la attanagliò, ricordandole che quello era il suo primo pasto dalla mattina e che, a quanto pareva, era già sera.«Ecco il tuo cibo, Priiiincess». Allungarono la sillaba con disgusto. Tutti qui la odiano, Danika lo sa bene.Alzò il mento con aria di sfida, senza dire nulla.«Il re arriverà tra poche ore. Preparati a riceverlo», annunciò prima di allontanarsi.La paura le attraversò il corpo. Non era ancora pronta ad affrontare il suo rapitore. Ma era già passata una settimana e Danika sapeva che era inevitabile.Due ore dopoIl sole era quasi tramontato quando Danika udì dei passi. Seguiti da: «IL RE È ARR...»«Non annunciarmi, Chad», giunse la risposta secca che fece correre un brivido lungo le braccia di Danika. In tutti i suoi ventuno anni di vita, non aveva mai sentito una voce così fredda.«Chiedo scusa, mio re», disse rapidamente Chad.Il rumore di catene... e poi, la porta si spalancò.Entrò solo il re, perché Danika udì un unico passo, quasi impercettibile. La porta si chiuse dietro di lui.All’improvviso, la sua cella fredda e spoglia non era più così... spoglia. Alzò lo sguardo e lo fissò con tutto l’odio che provava per lui negli occhi.È imponente come un guerriero, ma ha il portamento di un re. Danika sa che ha trentacinque anni... ed è più grande della vita stessa. Anche quando era schiavo di suo padre, quella regalità era quasi palpabile intorno a lui. Non importa quanto sia stato picchiato... quanto sia stato torturato.Si fissarono, la malizia tra loro era palese. Evidente. Solo che quella di re Lucien non era solo odio… era disgusto. Odio puro e rabbia. Non c’è calore nei suoi occhi. Il suo viso sarebbe stato così bello, ma una spessa cicatrice gli solcava una guancia, conferendogli un aspetto selvaggio.Si avvicinò a lei con passo deciso, si chinò e le passò una mano tra i lunghi capelli biondi... quasi bianchi. Li afferrò con forza e li tirò con violenza, costringendole la testa all’indietro e obbligandola a fissare l’oceano che erano i suoi occhi. Il dolore la bruciava.«Quando entro qui, mi rivolgi la parola. Non te ne stai lì seduta come una codarda a fissarmi, altrimenti ti punirò per questo.» I suoi occhi lampeggiarono di rosso: «Non c’è niente che mi piacerebbe di più che punirti.»Danika si ritrovò ad annuire. Sì, odiava quell’uomo, il suo rapitore, ma provava davvero una profonda avversione per il dolore. Non le piaceva affatto il dolore e avrebbe fatto qualsiasi cosa per evitarlo… se avesse potuto.«Sì... mio re», gemette.Il disgusto balenò nei suoi occhi. La sua mano si abbassò e si posò sul suo seno appena coperto. Le accarezzò il capezzolo attraverso i vestiti e poi la pizzicò così forte che Danika gridò mentre un'ondata di dolore intenso le attraversava il corpo.Lui continuava a stringere forte il capezzolo mentre la guardava negli occhi. «Non sono il tuo re e non lo sarò mai. Sono il re del mio popolo e tu non fai parte del mio popolo. Sei la mia schiava, Danika. La mia proprietà.»Danika annuì rapidamente, sperando che le lasciasse andare il capezzolo dolorante.Invece, le torse il capezzolo con tale forza che le si riempirono gli occhi di lacrime. «Ti rivolgerai a me chiamandomi padrone e mi servirai. Proprio come i miei servi... solo di più.»Le sue labbra si incurvarono in un sorriso selvaggio, pieno di odio. «Sicuramente sai come una schiava serve il proprio padrone. Dopotutto, tuo padre ti ha insegnato bene, no?»«Sì! Sì!» gridò stringendo le mani a pugno, «Ti prego, lasciami andare...!»Lui la pizzicò... con forza. «Sì... cosa?»«Sì... P-Padrone.» Lacrime di rabbia le traboccarono dagli occhi. Danika odiava quella parola più di ogni altra cosa perché sapeva quanto fosse umiliante. Lui la lasciò andare quasi immediatamente e si allontanò da lei. Il suo volto era privo di qualsiasi emozione.Alzandosi in piedi, le strappò in mille brandelli la maglietta sottile, esponendo i suoi seni nudi ai suoi occhi freddi e insensibili. Le lacrime di umiliazione soffocavano la gola di Danika. Strinse a pugno la sua misera gonna nel tentativo di non cedere all’impulso di coprirsi davanti a lui.Il suo sguardo non cambiò mentre osservava il suo corpo. Nessun lampo di lussuria. Niente. Invece, le posò una mano su un seno, quello con il capezzolo rosso e dolorante per i maltrattamenti, e lo accarezzò. «Alzati.»Si alzò sulle gambe tremanti, fissando il pavimento con lo sguardo annebbiato. «Chad!» abbaiò lui.Lei si bloccò e cercò di allontanarsi da lui per nascondere il proprio stato di nudità, ma la mano che le stringeva il seno si fece più salda, impedendole di muoversi a meno che non volesse rischiare altro dolore.«Vostra Altezza?» L’uomo corpulento entrò, fissando il suo Re.«Guarda bene questa schiava, Chad. Ti piace quello che vedi?»Gli occhi di Chad le accarezzarono il corpo, e Danika desiderò che la terra si aprisse per coprirla. Ma rimase in piedi con aria di sfida, fissando Chad dritto negli occhi.La lussuria avvolse lo sguardo di Chad mentre la osservava avidamente. «Posso toccarla?» chiese con entusiasmo.«Un’altra volta. Esci.» Chad fissò di nuovo il re, e Danika notò che c’era uno sguardo particolare negli occhi di quell’uomo quando guardava il suo re. Non era odio… no, non era odio. Ma non riusciva ancora a definire quello sguardo.Chad uscì dalla cella.«Guardie!» gridò, senza bisogno di alzare la voce.Apparvero due guardie. «Sì, Vostra Altezza.»I suoi occhi freddi non la lasciavano un attimo. «Dite ai servitori di lavare la mia schiava non appena avrò finito qui, di pulirla e di portarla nelle mie stanze tra tre ore.»«Sì, Vostra Altezza.» Le guardie erano riluttanti ad andarsene perché fissavano il suo corpo seminudo.Danika si concentrò sul re, con rabbia e odio negli occhi pieni di lacrime. La sua postura era di sfida.Alla fine lui le lasciò andare il seno. «Ti farò così male che vivrai desiderando il dolore. Ti farò tutto ciò che tu e tuo padre avete fatto a me e al mio popolo, e farò anche di più. Ti condividerò con quanti ne vorrò, e ti addestrerò a diventare il più obbediente dei cani.»La paura era quasi tangibile nella lingua di Danika, ma lei non permise che trasparisse dal suo volto. Sapeva che tutto questo sarebbe accaduto ancora prima che lui entrasse lì dentro.Le sue labbra ebbero un sussulto, mettendo in risalto la guancia sfregiata. «Ti spezzerò, Danika.»«Non riuscirai mai a spezzarmi, mostro!» Le parole le sfuggirono dalle labbra. Spalancò gli occhi per avergli risposto. Gli schiavi non rispondono ai loro padroni, altrimenti vengono puniti.Lui non la deluse. Afferrò la catena del suo collare e la tirò con forza. Danika gridò.I suoi occhi lampeggiarono. Le sollevò il mento, stringendola con forza. «Adoro vedere così tanto fuoco, perché adorerò spegnerlo tutto. Non hai idea di cosa ho in serbo per te, o forse sì... dopotutto, una volta addestravi gli schiavi.»Mio padre addestrava schiavi! Gli urlò quasi contro.Dai suoi occhi freddi trasudava puro odio. «Il tuo addestramento inizia stasera. Sarai nel mio letto.»Si alzò e uscì dalla stanza a grandi passi, come un’enorme pantera letale.
Capitolo: 2: Capitolo 2
Danika fu finalmente portata via dalla sua gabbia subito dopo la visita del Re. Rivedere luoghi diversi dalla sua gabbia fredda e spoglia la fece sentire meglio.Ma il suo cuore batteva ancora più forte ogni volta che ricordava il motivo per cui era stata fatta uscire dalla sua cella per la prima volta in una settimana.Fu messa in una vasca e le ancelle la lavarono, proprio come aveva ordinato il re. Strano che delle ancelle lavino una schiava. Ma d’altra parte, non c’è da stupirsi se la destinazione della schiava è il letto del Re.Le fecero il bagno. Tre ancelle si occuparono di lei. Una di loro, la più anziana di nome Baski, era quella che comandava.Le sciolsero i capelli e le districarono i nodi, lasciandoli poi in una lunga e riccia confusione. Gli abiti che le fecero indossare fecero rabbrividire Danika.Era a malapena un abito, tanto valeva essere nuda. Una gonna di pelle rossa che le











