
Invischiata con il miliardario
- Genre: Billionaire/CEO
- Author: Symplyayisha
- Chapters: 101
- Status: Ongoing
- Age Rating: 18+
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- ⭐ 7.5
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Annotation
Mia pensava che il modo migliore per vendicarsi del suo terribile ex fosse quello di provare piacere sessuale con qualcun altro. Preferibilmente, uno sconosciuto! Così ha adescato l’uomo più s*xy che è riuscita a trovare alla festa. Una volta che lui l’ha messa alle strette, lei gli ha proposto un accordo. Mia non aveva idea che l’uomo con cui aveva stretto l’accordo fosse un miliardario possessivo in grado di decidere il suo destino. Dopo la loro notte appassionata, lui voleva di più e decise che lei sarebbe rimasta legata a lui per tutta la vita.
CAPITOLO: 1: CAPITOLO 1
******Estratto********«Dimmi cosa indossi», disse la sua voce profonda dall’altra parte del telefono.«Un vestito di raso!», rispose lei, già eccitata dalle sue domande.«Lungo o corto?»?«Corto.»?«Perfetto. Mutandine?» chiese lui.«Sì.»«Toglile», le ordinò. Mia sentì un brivido percorrerle la schiena. Ma obbedì. Si sistemò e si tolse le mutandine.«Fatto!» rispose, sdraiandosi sulla schiena.«Brava ragazza! Ora chiudi gli occhi», le ordinò lui.Mia obbedì.«Ti ricordi come ti senti ogni volta che prendo il tuo capezzolo eretto nella mia bocca calda e bagnata?»Mia annuì al ricordo. «Sì, me lo ricordo», gemette.«Metti l’indice in bocca, assicurati che sia ben bagnato di saliva, poi fai scorrere lentamente quel dito sul tuo capezzolo destro.»«Ahhhhhhh!» gemette Mia per il brivido freddo che provò nel fare come Colton le aveva chiesto.«Brava, piccola. Continua così. Sai che quei tuoi graziosi capezzoli sono una delle parti del tuo corpo che preferisco. Continua a dar loro piacere per me, amore mio. Non fermarti finché non saranno ben eretti e forse un po’ arrossati. Proprio come appaiono ogni volta che ho finito di succhiarli e stuzzicarli a più non posso.»?«Brava, ragazza mia!» la lodò quando sentì un gemito più forte provenire da lei.«Ora ripeti lo stesso passaggio con l’altro capezzolo», le ordinò, e lei fece proprio così.«Pronta per il prossimo passo?» le chiese. Lei annuì. Ricordandosi che si trattava di una chiamata vocale e non di una videochiamata, rispose: «Sì, tesoro.» Il suo respiro era affannoso.«Bene. Accarezza lentamente il tuo corpo scendendo fino alla zona del bikini. Fallo immaginando che io ti stia ricoprendo di baci delicati su tutto il corpo. Non toccarti la figa finché non te lo dirò io.»?«Ok!» Mia deglutì a fatica e si mise all’opera. Più lei gemeva, più Colton le diceva cose sporche, il che la faceva gemere ancora di più.«Colt, ti prego!» disse con il petto che si alzava e si abbassava.«Cosa vuoi, amore mio?» sussurrò lui in modo seducente, cercando di fingersi innocente.*In piedi davanti alla vetrata del suo ufficio, con la mano destra infilata in tasca e la sinistra che reggeva il telefono all’orecchio sinistro, Colton Royal conversava con la persona dall’altra parte.Dopo un paio di minuti di conversazione, Colt sentì qualcuno entrare nel suo ufficio senza bussare. Distolse lo sguardo dalla vista esterna davanti a sé per dare un’occhiata a chi fosse. Vedendo suo fratello minore, Caleb, fare irruzione nel suo ufficio con un sorrisetto sulle labbra e entrambe le mani in tasca, Colton gli lanciò un’occhiataccia, poi riportò la sua attenzione sulla telefonata, che durò ancora qualche minuto.Vedendo che il fratello maggiore era al telefono, intento a discutere di affari, Caleb si morse la lingua. Si diresse direttamente verso l’area visitatori dell’ufficio, situata di fronte alla scrivania di Colton, e si accomodò comodamente sul divano come se fosse il padrone dell’ufficio. Con una gamba incrociata sull’altra, prese il cellulare dalla tasca della giacca e decise di tenersi compagnia con quello.Ben presto, Colt concluse la conversazione con la persona con cui stava parlando. Voltandosi, sbuffò quando vide Caleb che digitava sul telefono con un sorriso malizioso sul volto. Avrebbe scommesso la vita che il fratello minore stesse chattando con qualche ragazza. Una ragazza a cui, alla fine, Caleb Royal avrebbe spezzato il cuore. Per quanto ne sapeva Colton, Caleb cambiava fidanzate proprio come cambiava le scarpe. Un attimo prima va pazzo per una ragazza, e quello dopo elenca un milione di motivi per cui ha chiuso con lei.La voce di Colton lo fece alzare lo sguardo dal telefono. «Imparerai mai a bussare?» disse, dirigendosi verso la sua postazione di lavoro. Appoggiò il telefono sulla scrivania, poi si accomodò sulla sedia.«Scusa, fratello, mi sono lasciato prendere la mano!» Si alzò da dove era seduto, poi andò a sedersi sulla sedia di fronte alla scrivania di Colton.«Dai sempre la stessa scusa!»«Dai, Colt, non fare il brontolone. Dopotutto siamo fratelli e non è che tu abbia qualcosa da nascondere», disse con noncuranza.«Sono io il capo e sono io a dettare le regole. Che questa sia l’ultima volta che entri nel mio ufficio senza bussare. E se sai che non puoi bussare, stai alla larga!»«Cavolo, Colton! Sei sempre così serio su tutto», disse Caleb con tono di disapprovazione.«Perché sei qui?» chiese Colt, prendendo un fascicolo dal cassetto.«Sono venuto a vedere come stavi. Solo per assicurarmi che tu sia ancora vivo e vegeto. Lavori così duramente che hai bisogno di tutto il sostegno morale possibile.»Colton sospirò. «Sto bene. C’è altro?» disse, guardando suo fratello negli occhi.«Vuoi liberarti di me a tutti i costi?» Caleb inarcò un sopracciglio guardando il fratello maggiore.«Se ti trovo fastidioso? Sì, è vero. Ed è perché fai apposta cose che mi fanno perdere le staffe. Apprezzo sinceramente che tu sia venuto a vedere come sto, ma il lavoro mi aspetta, Caleb.» Indicò le pratiche sulla scrivania.«Quindi deduco che non andrai alla festa di Samantha», disse Caleb.«Theodore mi ucciderebbe se non mi presentassi alla festa della sua ragazza. È letteralmente di questa festa che parla da settimane. Mi serve solo un’ora per finire quello che sto facendo. Poi mi metto in strada. E tu? Sei un amico di Sammie. Sono sicuro che ti abbia invitato.» (Il soprannome di Samantha è Sammie)«Mi ha invitata, ma purtroppo non ci sarò. Stasera ho un appuntamento», sorrise.«È sorprendente sentirlo. Stai rinunciando a una festa piena di donne per un appuntamento. Questa ragazza deve significare molto per te.»Caleb ridacchiò: «Non proprio. Ma spero che tu approfitti di questa serata. Divertiti e fatti una scopata. Ti renderà meno scontroso.» Fece l’occhiolino a Colt.«Non capirò mai perché ti preoccupi così tanto della mia vita privata», disse Colton, continuando a digitare sul portatile davanti a sé.La frase successiva di Caleb gli valse un'occhiataccia da parte di Colt. Si appoggiò alla scrivania del fratello e gli sussurrò: «Sei gay?»«Non guardarmi così, Colton. Ho solo fatto una domanda», disse come se ciò che aveva chiesto fosse una cosa normale e non potesse turbare nessuno.Colton si appoggiò allo schienale della sedia, incrociò le braccia e fissò Caleb. «Cosa ti fa pensare che io sia gay?»«Non hai più avuto una relazione da quando Tina ti ha scaricato, tipo sei anni fa, e ti comporti in modo così indifferente ogni volta che sei in presenza di donne. Frequenti così tanti eventi; la tua posizione di presidente della Royal Empire ti ha dato l’opportunità di incontrare donne bellissime di ogni forma e… taglia. Arrivano persino a gettarsi tra le tue braccia e tu non le degni nemmeno di uno sguardo. Come ci riesci, se non è perché sei diventato gay?»«Ho aiutato mamma e papà a organizzarti degli appuntamenti al buio, ma non ti sei mai presentato. Senti, fratello, non ti sto dicendo di sposarti subito o di mettere incinta qualche ragazza, anche se mamma e papà ne sarebbero entusiasti dato che non vedono l’ora di avere dei nipotini. Non devi nemmeno essere un donnaiolo come me, ma almeno divertiti e goditi un po’ la vita. Beh, sempre che tu non sia gay.»«Se mi chiami così ancora una volta, te ne pentirai», lo avvertì Colton.Caleb si morse la lingua. Anche se adorava prendere in giro suo fratello, sapeva quando non esagerare.«Scusa se ti ho offeso. Ero solo curioso, ma sono contento che il mio sospetto fosse sbagliato.» Sorrise imbarazzato.«Sei proprio una spina nel *culo!» sbuffò Colton. «Ti affiderò più responsabilità. Così non avrai tempo libero per venire a stuzzicarmi nel mio ufficio.»«Non oseresti mai!» Caleb lanciò un’occhiataccia a suo fratello. «Sarò anche un tipo giocoso, ma tu più di tutti dovresti sapere che prendo sul serio i miei doveri in questa azienda. Lavoro sodo e mi diverto alla grande. Una situazione vantaggiosa sia per il Royal Empire che per la mia sanità mentale. Sei tu quello che è troppo severo con te stesso. È già ben oltre l’orario di chiusura e ti stai ancora seppellendo sotto il lavoro.» Indicò la scrivania di Colton.«Dovresti andare. Non vorrai mica arrivare in ritardo al tuo appuntamento, vero?»«Non sei per niente divertente!» Caleb alzò gli occhi al cielo mentre si alzava in piedi. «Me ne vado, ma spero che stasera mi renderai orgoglioso. Ti prometto un regalo se lo farai. Passa una bella serata, amico.» Caleb sorrise a Colt, poi uscì dall’ufficio più lussuoso dell’edificio. (L’ufficio di Colton)Vedendo Caleb chiudersi la porta alle spalle, Colton espirò profondamente per calmarsi. «Bambino viziato! Dovrebbe incoraggiarmi a lavorare di più invece di prendermi in giro. Aumenterò sicuramente il suo carico di lavoro, così non avrà più tempo per stuzzicarmi», borbottò Colt, tornando al lavoro.Le due ore successive furono molto produttive per Colt. Vedendo che erano quasi le 21:00, decise di chiudere la giornata. Dato che quella sera avrebbe partecipato a una festa e probabilmente sarebbe tornato a casa tardi, non si prese la briga di portare a casa alcun fascicolo su cui lavorare. Prese le sue cose essenziali, poi uscì dall’ufficio.
CAPITOLO: 2: CAPITOLO 2
Entrando nel suo attico, Colton si diresse subito in bagno. Gli ci vollero solo un paio di minuti per farsi una doccia e vestirsi.?In men che non si dica, era già sul posto. «Royal Restaurant, Lounge & Bar»: uno degli imperi di proprietà della famiglia di Colton. Non avevano alcun legame con la famiglia reale in senso letterale, ma la loro situazione finanziaria e la reputazione della famiglia si erano guadagnate tale status nel mondo contemporaneo.?La famiglia possedeva hotel e ristoranti con diverse filiali in quasi tutti gli stati d’America. Operavano nel settore immobiliare, possedevano un’azienda vinicola e avevano altri investimenti.Il piano terra del grande edificio ospitava la reception e il ristorante. Il ristorante si estendeva fino al secondo piano. Era necessario prenotare con almeno una settimana di anticipo per avere la possibilità di cenare lì.Al terzo piano si trovava il bar, al quarto piano c’erano saloni di diverse dimensioni e il resto del piano era adibito a











