
Il primo amore del miliardario
- Genre: Billionaire/CEO
- Autor: Symplyayisha
- Kapitel: 57
- Status: Abgeschlossen
- Altersfreigabe: 18+
- 👁 1
- ⭐ 7.5
- 💬 0
Klappentext
Adam Sleeves aveva TUTTO, ma nonostante questo privilegio, sentiva ancora un vuoto dentro di sé. (Il vero amore) Quel vuoto potrà essere colmato quando un volto familiare, che lui riconosce come il suo primo amore, riappare nei panni della tata dei suoi figli, riaccendendo emozioni e riscrivendo la loro storia intrecciata? Il loro percorso si snoda tra colpi di scena inaspettati, dando vita a un nuovo capitolo delle loro vite.
Capitolo: 1: Capitolo 1
«È una delle tue amanti?» chiese Oliver con tono sospettoso quando il telefono del suo amico squillò per la terza volta. Era seduto sul divano accanto ad Adam nel lussuoso ufficio di quest’ultimo.
«Non è niente!» rispose Adam con voce fredda. Continuava a non rispondere alla chiamata.
Oliver lo fissò per qualche secondo, cercando di capire se ci fosse davvero qualcosa che non andava. Come sempre, Ollie capiva che qualcosa non andava, ma convincere Adam ad aprirsi con lui era tutta un’altra storia. Non aveva mai conosciuto nessuno così riservato come il suo migliore amico.
Oliver stava per riprendere la conversazione quando il telefono di Adam squillò di nuovo.
Imprecò sottovoce, passandosi una mano sul viso. «Un minuto», disse a Oliver, poi finalmente rispose alla chiamata.
«Che c’è, mamma?», le disse alzando letteralmente la voce al telefono.
Oliver osservò il suo migliore amico mentre parlava con sua madre dall’altra parte del telefono. Adam non disse nulla. Si limitò ad ascoltare tutto ciò che sua madre gli stava dicendo con un’espressione annoiata sul volto. E non appena il minuto fu trascorso, chiuse la chiamata.
«Sono sicuro che non le hai permesso di finire quello che stava dicendo», disse subito Oliver.
Adam lo ignorò. Mise il telefono in modalità silenziosa e lo infilò nella tasca della giacca.?
«Non puoi continuare così», mormorò Oliver.
«Cosa intendi?» chiese subito Adam.
«Riuscirai mai a perdonare i tuoi genitori? Tua madre ti ama tantissimo.»
«Hai appena parlato di “amore”?» replicò Adam con uno sguardo disgustato. «Doreen e George sono le persone più egoiste che abbia mai conosciuto. Amano e si preoccupano solo di se stessi e forse dei miei fratelli!»
«E se avessero imparato la lezione e stessero solo cercando di farsi perdonare?»
«Ecco che ricominci a schierarti dalla loro fottuta parte!! Non sono dell’umore giusto per discutere o parlare delle persone che mi hanno rovinato la vita e che ora si comportano come se gliene fregasse qualcosa, cazzo!!!»
«Ti sosterrò sempre, Adam, ma non sei stanco di tutto questo?»
Adam Sleeves sospirò, passandosi le dita tra i capelli leggermente arruffati.?
?
«Amico, sono anni che non ti vedo sorridere. Non ricordo l’ultima volta che sei stato sinceramente felice. Non vai d’accordo con i tuoi genitori, i tuoi fratelli e persino con la tua famiglia. Fingi che tutto vada bene e che non hai bisogno di nessuno.»?
«Oliver!!!» gemette Adam, massaggiandosi la tempia.?
«Smettila con queste sciocchezze, Adam, sai che sto dicendo la verità. Nascondi il tuo dolore seppellendoti nel lavoro, andando a donne, bevendo e fumando. Non sei stanco di questo modo di vivere patetico?»?
«Ti preoccupi così tanto per me. Sei sempre lì per me quando succede qualcosa, ma non mi permetti nemmeno di fare lo stesso per te. Devo letteralmente ficcarti le mani in gola prima che tu ti apra con me!»
Adam emise un lungo, profondo sospiro. «In che senso sono riservato se nella mia vita non c’è nulla che tu non sappia? Non ho intenzione di negare di avere una vita patetica perché questa è la mia realtà.»
«Ho tutti i soldi del mondo, la fama, migliaia di donne a portata di mano, eppure mi sento così vuoto! Hai una soluzione per questo?» chiese Adam al suo migliore amico.
«I tuoi genitori, i tuoi figli, tua moglie, i tuoi bambini? Perché non dovresti sentirti vuoto se non dai loro spazio nella tua vita?»
«Intendi quelle persone che mi hanno distrutto la vita?» sbuffò Adam. «Preferirei essere già in viaggio verso il locale piuttosto che stare qui seduto a parlare di loro con te.»
«Sei arrabbiato anche con quei bambini innocenti?» chiese Oliver incredulo.
«Certo che no! Sono carne della mia carne e, come hai detto tu, sono innocenti, quindi perché dovrei essere arrabbiato con loro?»
«È solo un peccato che siano nati da genitori di merda come me e Tessie. Meritano decisamente di meglio.»
«Tutto questo ha a che fare con LEI, vero?» disse Oliver per la prima volta dopo molto tempo, guardando Adam con attenzione.
«Con chi?» chiese lui aggrottando le sopracciglia.
«Katherine!» sussurrò, ma abbastanza forte da farsi sentire da Adam.
Oliver non mancò di notare il dolore negli occhi di Adam prima che questi distogliesse lo sguardo.
Oliver sospirò. «Devi voltare pagina, amico!»??
Adam si voltò a guardarlo: «E pensi che non ci abbia provato?»
«Sono passati anni e ti giuro che non è passato un solo giorno senza che io abbia pensato a lei. A volte penso addirittura di meritarmi questa vita patetica. È la punizione per tutto il male che le ho fatto!»
«Adam...» stava dicendo Oliver, ma Adam lo interruppe.
«So che ci tieni tantissimo a me e apprezzo davvero la tua preoccupazione, ma non voglio parlare di LEI, dei miei genitori, di mia moglie o dei miei fratelli.»
Oliver stava per aggiungere qualcos’altro, ma Adam lo interruppe di nuovo: «Sono abituato a questo stile di vita, so che la felicità non fa per me e mi sta bene così. Devo andare, Sandra mi starà aspettando al club», disse, dando un’occhiata al suo orologio da polso.
«Sandra?» si ritrovò a dire Oliver.
«Non Sandra Banks. L’ho conosciuta qualche settimana fa.»?
Oliver sospirò: «So che non dovrei dirti come vivere la tua vita, ma ad essere sincero, non mi piace il tuo atteggiamento spensierato. È comprensibile che tu odi tua moglie, ma non potresti limitarti a una sola amante invece di averne tante?»
«Sono loro che mi si buttano addosso, ricordatelo!» disse con noncuranza.??
«E non hai mai sentito parlare di autocontrollo? So che le usi per passare il tempo, ma devi smetterla. Se non per qualcun altro, fallo per i tuoi figli. A un certo punto della loro vita, dovranno affrontare l’umiliazione causata dalle tue azioni. Dici che meritano di meglio eppure non stai facendo nulla per migliorare le cose!»
«Senti, so che hai un passato di merda di cui non vai fiero e che ti ha portato a credere di essere una persona davvero di merda che non merita nemmeno un briciolo di felicità, ma ti sbagli, amico. So chi sei veramente. Se fossi stato così fin dall’inizio, non sarei nemmeno tuo amico. Devi perdonare te stesso e lasciar andare ogni forma di rabbia e dolore che stai provando», disse Oliver, guardando intensamente il suo migliore amico.
Adam rimase in silenzio e, a giudicare dalla sua espressione, sembrava riflettere profondamente su tutto ciò che Oliver aveva appena detto.
«Come stanno Jessica ed Evan?», chiese Adam dopo un po’.
Oliver lanciò al suo migliore amico uno sguardo del tipo «ma stai scherzando?».
Adam sospirò, distogliendo lo sguardo.
«Io me ne vado», mormorò Oliver, alzandosi da dove era seduto. Stava per andarsene quando si ricordò di qualcosa.
«Il nostro anniversario di matrimonio è tra due settimane e faremo una piccola festa con amici intimi e parenti. Farai meglio a esserci!», disse Oliver, senza lasciare spazio a discussioni.
Adam annuì.
«Spero che sia un SÌ sincero!» Oliver lo fulminò con lo sguardo.
«Ci sarò. Sono contento che tu me l’abbia detto in anticipo. Mi assicurerò di liberarmi dagli impegni.»
«Ti vedi ancora con Sandra, vero?»
«Preferisco passare la serata con lei piuttosto che tornare a casa da Tessie», rispose immediatamente.
Come se fosse stato un segnale, i due furono distratti da un colpo alla porta con le pareti di vetro. Guardando chi fosse, dato che l’orario di ufficio era ormai finito da un pezzo, si trattava di un volto sconosciuto per Oliver, ma dall’aspetto, Oliver riuscì a indovinare di chi si trattasse.
Capitolo: 2: Capitolo 2
Sospirò. Avrebbe voluto davvero che Adam potesse avere ciò che aveva lui: «Una famiglia felice». «Stai attento», sussurrò ad Adam, dopodiché si abbracciarono.
Non appena Oliver si congedò, la bionda entrò con grazia. Si stava infilando un abito rosso molto scollato.
Con un sorriso sulle labbra, si fermò davanti alla scrivania di Adam, vi appoggiò sopra la borsetta, poi si avvicinò ad Adam che era in piedi.
«Ciao, tesoro», disse con la sua voce bassa e seducente mentre gli avvolgeva le braccia intorno al collo e lo baciava sulle labbra. Lui non rispose. Anzi, si allontanò.
«Perché sei venuta qui quando avevamo deciso di vederci al locale?»
«Che differenza fa?»
«Smettila con il sarcasmo, donna!» Alzò la voce. «Mi aspetto una risposta quando ti faccio una domanda. O devo ricordarti che detesto che mi si disobbedisca?» La rabbia di Adam era evidente non solo nella sua voce, ma anche nella sua espressione facciale.
Sandra alzò gli occhi al cielo











