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Die besten Liebesromane

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Compiacimi, Daddy

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Anmerkung

«Raccontami tutte le tue fantasie perverse, principessa.» «Voglio essere scopata, distrutta, soffocata e marchiata finché non sarò un ammasso di gemiti e pianti, che bagna tutte le tue lenzuola, papà.» Il mondo di Grace è andato in frantumi la notte in cui ha scoperto che il suo fidanzato era gay. Ubriaca, devastata e disperata di dimenticare, è entrata per sbaglio nella stanza d’albergo sbagliata, finendo tra le braccia di Apollo Reed. Lui è un uomo di quarant’anni, peccaminosamente sexy e dal cuore di ghiaccio, che ha il doppio della sua età. È tutto ciò che non avrebbe mai dovuto desiderare. E tutto ciò di cui non sapeva di aver bisogno. Ma la realtà la colpisce duramente la mattina seguente, quando si rende conto che l’uomo che le ha regalato il primo orgasmo della sua vita è il suo nuovo capo. Lascerà che lui la possieda di nuovo? Che la soddisfi fino a farla tremare, implorare e diventare completamente sua? O imparerà finalmente che desiderare un uomo come lui ha sempre un prezzo?

Capitolo: 1: CAPITOLO 1 Il mio fidanzato è gay

GracieIl mio fidanzato è gay.Era questo il pensiero che mi rimbombava nella testa mentre me ne stavo lì, paralizzata, a guardare una scena che non avrei mai potuto dimenticare. Fissavo l’uomo che si muoveva dentro il *culo* del mio fidanzato e Charles che gemeva come una maledetta *p*r*a* in calore.Quello era il mio fidanzato, l’uomo che avrei dovuto sposare tra cinque giorni. L’uomo con cui avevo condiviso un letto, un futuro, una vita per ben cinque anni. Eppure eccolo lì, con le gambe spalancate, gli occhi rivolti all’indietro in un’estasi che non avevo mai visto sul suo volto quando era con me.Non riuscivo più a respirare, mi sembrava che tutto mi girasse intorno. Il rumore della pelle che sbatteva contro la pelle riempiva la stanza. Volevo distogliere lo sguardo, ma non ci riuscivo. I miei occhi rimanevano fissi su quella scena, come se il mio cervello non riuscisse a registrare che fosse tutto vero.«Ah, cazzo, Mark… sì, lo adoro… cazzo… sei così grosso», gemette Charles, e quelle parole mi colpirono come pugni allo stomaco.Mi portai la mano alla bocca, premendo forte per trattenere la nausea. Mi sembrava che il cuore mi fosse stato strappato dal petto e gettato in un tritarifiuti. Era un incubo? Mi sarei svegliato nel nostro appartamento, accanto a lui, con le sue braccia intorno a me, e niente di tutto questo sarebbe stato reale?«Cazzo, sì, Charles, tesoro», grugnì l’uomo. «Prendi il mio ragazzone. Prendilo per bene.»«Ah, papà! Dammi il tuo ragazzone!!!»Le lacrime mi bruciavano dietro gli occhi. Le ginocchia mi cedettero leggermente e mi aggrappai allo stipite della porta per non cadere. Papà? Non mi aveva mai chiamato in quel modo a letto. Cosa stavo dicendo? Non era mai sembrato così interessato a fare sesso con me. Due minuti. Era il tempo che gli ci voleva prima di venire. Ogni volta che gli chiedevo di continuare, diceva di essere stanco o mi lanciava semplicemente uno sguardo disgustato prima di andarsene.I miei pensieri correvano all’impazzata, in una spirale fuori controllo.È gay? Bisessuale? È sempre stato così? Aveva finto tutto con me? In tutti questi anni? Ogni bacio, ogni volta che mi diceva «ti amo», ogni progetto che facevamo per il futuro, era tutta una bugia?Mi sentivo umiliata, nauseata e come una maledetta stupida.Come fanno le donne a elaborare una cosa del genere? Come si comportano quando scoprono che il loro fidanzato, che si supponeva fosse eterosessuale, si sta facendo scopare da un altro uomo pochi giorni prima del matrimonio? Ma cosa stavo dicendo? La maggior parte delle donne non ha mai sorpreso il proprio futuro marito nel bel mezzo di un rapporto con un altro uomo.Sentii qualcosa di umido sulle guance. Alzai una mano, sfiorandomi la pelle. Non mi ero nemmeno resa conto che stavo piangendo.«Cazzo, sì, ci sono quasi!!» gemette Charles dal letto.Scossi lentamente la testa, come se, scuotendola con forza, potessi svegliarmi da questa realtà contorta. Ma il suono del suo ansimare, la vista di loro due intrecciati l’uno all’altro, era ancora lì.Risi amaramente. «Sai una cosa?» dissi, con voce roca, poco più che un sussurro. «Sei davvero fottutamente spudorato, Charles.»Si bloccarono e Charles girò di scatto la testa verso di me. I suoi occhi si spalancarono per il panico. Si allontanò in fretta dall’uomo che aveva tra le gambe, afferrando la coperta più vicina e tirandosela addosso come se ciò potesse in qualche modo cancellare ciò che avevo appena visto.«G-Gracie...» balbettò, con la voce che si spezzava. «Cosa... cosa ci fai qui?»Mi appoggiai più forte contro il muro, continuando ad asciugarmi le lacrime con il dorso della mano tremante, cercando di rimanere in piedi.«Cosa ci faccio qui?» ripetei lentamente, guardandolo negli occhi. «È la prima cosa che hai da dire? Dopo che mi sono imbattuta in questa scena?»Scosse la testa, ancora aggrappato alla coperta. «No. No, non è... non è come sembra.»«Non è come sembra? Non è come sembra?!»Mi staccai dal muro, con le gambe che mi tremavano e le mani serrate a pugno. «Charles, mi stai tradendo con un fottuto uomo. Nel nostro letto. Nella casa in cui siamo venuti a vivere insieme dopo il nostro matrimonio. Stai allargando il culo per qualcun altro, gemendo il suo nome come se non fossi mai stata scopata prima, e hai l’audacia di dirmi che non è come sembra? Allora, esattamente, come sembra?Aprì la bocca, ma non gli uscì nulla. Il suo volto si contrasse mentre mi guardava con vergogna, senso di colpa e, soprattutto, paura.«Sei un bastardo», sibilai. «Dopo tutto quello che ho fatto per te. Dopo cinque anni di fedeltà, pazienza, di progetti sul nostro maledetto futuro insieme, è questo che ricevo in cambio? È questo che sei quando non ti guardo? Come osi farmi questo!»L’uomo che solo pochi istanti prima era stato dentro di lui alzò gli occhi al cielo e si mise a sedere. «Gesù», mormorò. «Che drammaticità.»Cominciò a infilarsi i vestiti, impassibile. «Non voglio essere coinvolto in questo casino, Charles. Me ne vado.»Charles si voltò verso di lui, in preda al panico. «Mark, aspetta... mi dispiace. Non sapevo...»Mark lo interruppe con un gesto di disinteresse. «Va bene. Avevi ragione su di lei, però. È davvero melodrammatica.»Quella fu la goccia che fece traboccare il vaso. Qualcosa dentro di me si spezzò. Tutto il mio corpo tremava di rabbia. Perché si comportavano come se fosse una cosa normale? Perché non erano in ginocchio a supplicare? Perché nessuno piangeva tranne me? Lui non sembrava nemmeno sorpreso, il che significava che sapeva che Charles aveva già una relazione eppure era andato avanti e se l’era scopato sul nostro letto.«Fottuto *ssh*l*!»Mi sono scagliata verso di lui, con la mano alzata, pronta a dargli lo schiaffo che si meritava dannatamente, ma prima che potessi raggiungerlo, Charles si è mosso velocemente.«Smettila, Gracie!» gridò, afferrandomi il polso e tirandomi indietro con uno strattone. La sua presa era salda, le dita mi affondavano nella pelle. «Che diavolo stai facendo?!»«Cosa sto facendo?» sbottai, con gli occhi che mi fiammeggiavano. «Non immischiarti, bastardo! Aspetta il tuo fottuto turno.»Feci uno scatto verso Mark, ma Charles mi si parò di nuovo davanti, sbarrandomi la strada. «Non illuderti», disse freddamente. «Non ti lascerò toccarlo. Non osare nemmeno provarci.»Mi si strinse il cuore. Sembrava così... protettivo nei suoi confronti.L’uomo con cui mi aveva tradita. L’uomo che mi aveva appena derisa, mi aveva sorriso beffardo e si era alzato dal letto con il mio fidanzato come se fosse una maledetta sitcom.«Perché?» sussurrai, sbalordita. «Perché lo stai proteggendo? Lo stai davvero difendendo? Dopo quello che mi hai fatto? Non dovresti essere in ginocchio in questo momento?»Dietro Charles, Mark si sistemò la camicia, senza nemmeno cercare di nascondere l’aria compiaciuta sul suo volto. Poi mi guardò come se fossi qualcosa incastrato sotto la suola della sua scarpa.«Perché sei sorpresa?» disse, scrollando le spalle con nonchalance. «Pensavi davvero che gli fossi mai piaciuta, tanto per cominciare? Usa il cervello, ragazza.»Aprii la bocca, ma non mi uscì alcun suono.«Se non fosse stato per il coinvolgimento delle vostre famiglie», continuò Mark, «pensi davvero che avrebbe anche solo guardato una come te?»La rabbia mi offuscò la vista. Sentivo il sangue ruggire nelle orecchie. «Lasciami andare», ringhiai a denti stretti, tirando con forza il mio braccio. «Lasciami andare subito, Charles!»«No!» sbottò lui. «Smettila, Gracie!»Lo spinsi con tanta forza da fargli fare un passo indietro. Mi lanciai verso Mark, pronta a togliergli quel sorrisetto compiaciuto dalla sua maledetta faccia, ma Charles si gettò tra noi e, in un lampo, allungò la mano e mi schiaffeggiò con forza.La mia testa scattò di lato, con la guancia che bruciava per l’impatto improvviso.«Non osare, cazzo, mettere le mani addosso a Mark!»

Capitolo: 2: CAPITOLO 2 Mi ha picchiato

GarciaMi ha picchiata... mi ha picchiata per proteggere quel tizio.Mi tenni la guancia, paralizzata sul posto. La bruciante sensazione mi attraversava la pelle, ma quello non era nemmeno il vero dolore. Mi sembrava che il cuore stesse per esplodere.Alzai lo sguardo e i nostri occhi si incontrarono. I suoi si spalancarono, come se si fosse appena reso conto di ciò che aveva fatto.«G-Gracie...» riuscì a dire con voce strozzata. «Io...»Le lacrime mi offuscarono di nuovo la vista, non provai nemmeno a trattenerle. Non sapevo se stessi piangendo per lo schiaffo o perché l’uomo che amavo più di ogni altra cosa al mondo mi aveva appena picchiata.L’uomo che un tempo mi apriva la portiera dell’auto. Che mi massaggiava la schiena quando avevo i crampi. Che una volta aveva pianto quando avevo avuto un’intossicazione alimentare perché non sopportava di vedermi soffrire.Quel Charles mi ave

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