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L'Alfa Damon

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Deskripsyon

«Io, Alfa Damon Lockwood, rifiuto te, Sienna De Luca, come mia compagna e Luna», disse lui guardandola negli occhi mentre lei attendeva il suo riconoscimento davanti all'intero branco. Sienna si bloccò per un istante, poi incontrammo lo sguardo di sua madre che le chiedeva in silenzio di fermarsi, ma fece un profondo sospiro e pronunciò: «Io, Sienna De Luca, accetto il tuo rifiuto, Alfa Damon». Scioccata ed umiliata, si vide costretta a lasciar il branco prima di imbarazzare ulteriormente la sua famiglia, dando un'ultima occhiata al test di gravidanza nascosto nella borsa. Sapeva che le cose sarebbero state difficili, ma quando l'Alfa la ritrova nove mesi dopo, la situazione prende una piega del tutto inaspettata.

Capitolo: 1: Capitolo 1

Sienna:

«Cazzo…» sibilai mentre lui si staccava da me, con il corpo che mi faceva male per l’improvvisa sensazione di vuoto. Il mio petto si alzava e si abbassava mentre lo guardavo sedersi, dandomi le spalle per un secondo di troppo prima di alzarsi dal letto. Non riuscivo a capire perché mi sembrasse di non essere lì con lui. Era come se fosse semplicemente solo. L’uomo che era appena stato con me sembrava essere scomparso e trasformato completamente in questo.

Lo guardai mentre si rivestiva, senza nemmeno prendersi la briga di voltarsi verso di me. Non sorrise nemmeno, non disse una parola e rimase semplicemente in silenzio mentre andava avanti come se io non esistessi nemmeno. Non riuscii a trattenere il cipiglio che mi si formò sul viso. Era il mio compagno, eppure, invece di scegliere di restare accanto a me anche solo per un momento, scelse di andarsene. Scelse semplicemente di voltarsi e andarsene. Per me non aveva alcun senso.

Il modo in cui mi aveva tenuta tra le sue braccia, cullandomi e baciandomi, mi tornava alla mente. Era la cosa più bella che avrei mai potuto sperare di provare. Anche se non mi aspettavo che mi marmasse quella notte, ero sorpresa da quella situazione. Non mi aspettavo che si alzasse e se ne andasse così.

«Non mi hai mai detto come andranno le cose tra noi adesso», dissi, rompendo il silenzio soffocante. «E sai, anche con Lysandra. Noi due dovremo annunciare che siamo compagni, e dubito che lei lo apprezzerà molto. Soprattutto considerando il fatto che non so se voi due vi siete lasciati o meno.»

«Non ho mai avuto intenzione di farlo», rispose freddamente, e l’uomo gentile e dolce che mi aveva abbracciata poco prima scomparve in un istante. «Dubito che tu possa pensare che sceglierei te al posto di Lysandra.»

Le sue parole mi paralizzarono, e mi costrinsi a mettermi a sedere nonostante il corpo indolenzito. Non poteva dire sul serio. Sapevo che non poteva.

«Damon, questa non è una cosa su cui scherzare…»

«Non ti sto prendendo in giro, Sienna», disse, con una voce più tagliente di quanto avessi mai sentito. «Non ho mai avuto intenzione di marcarti, e credo che tu non sia così stupida da pensare che un Omega possa mai essere alla pari di un Alfa. E non credo che ti saresti aspettata che volessi avere qualcosa con te, vero?»

Il sarcasmo che trasudava dalla sua voce era qualcosa che non mi sarei mai aspettata. Se qualcuno mi avesse detto che sarebbe stato sarcastico su questo, avrei risposto di no. Sarebbe stato impossibile. Non sarebbe stato così crudele.

Dovetti reprimere il ringhio sommesso che mi saliva dal petto, ricordandomi che era lui l’Alfa. Era stato lui a chiamarmi lì, eppure si comportava come se fossi stata io a supplicarlo per questo. Si comportava come se fossi io a volerlo e non lui.

I suoi penetranti occhi blu incontrarono i miei verdi, e non potei fare a meno di scuotere la testa. La mia rabbia divampò, non solo contro di lui ma anche contro me stessa per aver creduto che le cose potessero essere diverse. Che lui potesse essere diverso, che questa… tutta questa faccenda, potesse essere diversa.

«Allora perché mi hai invitata qui? Non capisco…»

«Ero curioso di sapere come ci si sentisse a scoparmi la compagna. È una sensazione che ogni alfa vorrebbe provare almeno una volta nella vita.» Le sue parole trasudavano crudeltà. «Lo ammetto, sei la migliore che mi sia capitata da un po’ di tempo a questa parte. Ma l’ultima cosa che voglio è che Lysandra venga a saperlo. Pertanto, se tieni alla tua vita o alla tua dignità, ti asterrai dal parlare. Questo, ovviamente, se vuoi conservarne anche solo una.»

Strinsi i denti mentre le sue parole mi penetravano nella mente. Non ero vergine, ma il fatto che mi avesse usata con tanta noncuranza mi faceva ribollire il sangue.

«Mi stai prendendo in giro», dissi a denti stretti. «Eravamo amici, Damon. L’uomo che conoscevo non si sarebbe comportato come un arrapato…»

Lui emise un ringhio sommesso, zittendomi all’istante. Il mio lupo mi costrinse a tacere, anche se il mio cuore batteva all’impazzata per la rabbia. Volevo rispondere. Volevo dirgli che si sbagliava. Volevo che pagasse per questo. Ma in quel momento, il mio lupo non me lo permetteva nemmeno. Ovviamente, non l’avrebbe fatto. Non sarebbe stata disposta a sfidare l’alfa…

«Lascerò correre quel tuo atteggiamento», disse, sollevando un sopracciglio come per sfidarmi a contestarlo. «Sei arrabbiata, e io ho deciso di perdonartelo, per ora.»

«Pensi davvero che Lysandra non lo scoprirà?» chiesi, avvolgendomi in una coperta mentre mi alzavo in piedi. Il pensiero che lui mi vedesse di nuovo nuda mi faceva venire la nausea, anche se, pochi istanti prima, era stato dentro di me. Dovevo ricordarmi di non farlo. Possiamo ricordarci di non piangere. Non volevo che mi vedesse in una situazione in cui potesse percepire o vedere che ero debole.

«Finché tieni chiusa quella bocca, non ci saranno problemi», disse freddamente. «Altrimenti, farò in modo che te ne pentirai. E credimi, farò in modo che sia così.»

«Vattene da casa mia, Damon», sbottai, chinandomi per raccogliere i miei vestiti. «Credo che tu sappia dove si trova la porta. Dopotutto, l’ultima cosa che vorresti è che qualcuno ti vedesse.»

Gettai i vestiti nel cesto della biancheria sporca e mi rimisi a letto. Mi faceva male il petto mentre riflettevo sulle sue parole.

Si fermò sulla soglia e lo sentii fare un respiro profondo prima di voltarsi di nuovo verso di me.

«Credo che noi due abbiamo dimenticato una cosa», disse, con un sorriso crudele e privo di emozioni.

«E quale sarebbe, Alfa Damon?», chiesi, con la voce intrisa di sarcasmo nonostante il terrore che mi stringeva il petto.

«Io, l’Alfa Damon Lockwood, ti ripudio, Sienna De Luca, come mia compagna e Luna», disse, con voce calma e misurata. Non sembrava nemmeno importargli. Era come se non provasse alcun dolore. Era come se fosse la cosa più normale del mondo: scopare e ripudiare.

Spalancai gli occhi, ma lottò con tutte le mie forze per mascherare il dolore e la rabbia che si stavano accumulando dentro di me. Il mio lupo guaì, ma mi rifiutai di fargli vedere la mia sofferenza.

«Io, Sienna De Luca, accetto il tuo rifiuto», dissi, indicando la porta. Feci un respiro profondo e sorrisi, nonostante il dolore che minacciava di spezzarmi. Non gli avrei permesso di vedermi debole.

Lui aggrottò la fronte, chiaramente colto alla sprovvista, ma io mi rifiutai di cedere. Scesi dal letto, aprii la porta e gli rivolsi il miglior sorriso che riuscii a mettere insieme. Sapevo che il mio sorriso non arrivava agli occhi, ma credevo che fosse comunque meglio di niente. Salvava la mia dignità, o almeno ciò che ne restava.

«Ora, se non hai altro da aggiungere, puoi andartene, Alfa Damon.»

Esitò, i suoi occhi freddi che scrutavano i miei, ma io sostenni il suo sguardo finché non si voltò e uscì.

Non appena la porta si chiuse, crollai sul letto, mentre lacrime silenziose mi scendevano lungo le guance.

La mia lupo ululò di agonia, ma le feci una promessa: nessuno, nemmeno Damon Lockwood, ci avrebbe mai più separate.

Te lo giuro…

Capitolo: 2: Capitolo 2

Damon:

«Cosa vuol dire che se n’è andata?» chiesi a Ethan, il mio migliore amico e beta, fissandolo con aria truce. «Come diavolo può l’Omega sparire senza che nessuno sappia dove sia andata?»

«Non siamo riusciti a trovarla a casa sua. Ho bussato un paio di volte e, visto che non rispondeva, ho sfondato la porta, ma lei non c’era…»

«Trovala», dissi, interrompendolo. Ethan annuì e corse fuori per eseguire il mio ordine, sapendo che a quel punto non stavo scherzando. L’ultima cosa con cui volevo avere a che fare era che quell’Omega se ne fosse scappata proprio in quel momento.

Lysandra, la mia ragazza, aggrottò la fronte quando vide la mia preoccupazione. Non sapeva che Sienna fosse la mia compagna né che l’avessi rifiutata per Lysandra più di un mese fa. Ovviamente non lo sapeva. Lei non sarebbe stata lì, né Sienna sarebbe stata viva, se Lysandra lo avesse saputo. Le avrebbe tagliato la testa già da un bel po’.

«Se n’è andata. Perché ti dispiace?» mi chi

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